Maurizio Carriero L'Era Aurea, 2011-2012, olio su tela, cm 150x120 (part)

Grattacielo Pirelli.

Palazzo del Successo e dell’Ottimismo, Palazzo di Milano e della Lombardia, e, dopo un assurdo dramma, Palazzo apocalittico.

Un dramma così imprevedibile che è stato presto rimosso dai mass media e dal racconto sociale per la sua quasi incommensurabilità rispetto ad una società che ha trovato nella rimozione della morte e del mito del controllo una ragione fondamentale di sopravvivenza e di autoillusione. Mentre la tragedia delle Twin Towers è stata ritualizzata ed eticamente celebrata in un monito di stigmatizzazione e in un omaggio a caduti resisi martiri inconsapevoli, quasi in un esorcismo laico, le vite umane colpite al Grattacielo Pirelli meritano una maggiore attenzione. Forse un fatto rimasto enigmatico offusca perfino la condivisione del ricordo, risvegliando paure che qualcosa in noi desidera restino sopite. Forse è proprio l’analogia con le Twin Towers a spaventare, portando l’Imprevedibile e il Tragico assai vicino al nostro quotidiano. Per questo la mostra Apokalips non poteva non fare memoriale di questa dolorosa ferita, riconsegnando nuovamente al cuore, nel ri-cordare, il senso di verità e di valore, prezioso e unico, che possiede ogni sacrificio, di fronte al quale il silenzio non sia distrazione ma attento meditare.

GMP

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