Ripensando all’evento… Nuovo post.

Un assaggio, di cosa è stato scritto e dove…

Un evento incredibile, Apokalips, di portata artistico – culturale, che ha visto partecipare 700 persone alla sola vernice, al Grattacielo Pirelli.

Ci auguriamo che presto, anzi, al più presto, al curatore Giacomo Prati, venga un’altra ispirazione, affinché ci si possa ritrovare ad osservare, commentare lo stato dell’arte.

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IL MITO DEL VERO AL PIRELLI

Gran successo di critica e pubblico per l’inaugurazione per la collettiva curata da Giacomo Prati.

Il 18 giugno, nello spazio al primo piano, adibito agli eventi, del Grattacielo Pirelli a Milano, si è tenuta la vernice della mostra collettiva Apokalips: 36 artisti, 40 opere inedite. La collettiva  è stata realizzata col Patrocinio della Regione Lombardia e del Ministero dei Beni Culturali, Sovrintendenza Beni Architettonici di Milano, in collaborazione con l’Associazione Culturale milanese Calabrolombarda e con la fondazione ATM. All’inaugurazione erano presenti il Presidente della Regione Lombardia  Roberto Formigoni, il Presidente dell’Associazione Calabrolombarda,  il Presidente  della Fondazione ATM di Milano Roberto Tenedini. Una rassegna importante e significativa, hanno sottolineato nei loro interventi, sia per il valore  delle opere esposte, sia per la tematica affrontata: a partire da una nuova traduzione dal greco del Libro di Giovanni, l’Apocalisse come processo di disfazione ed azione, percorso di decostruzione e ricostruzione, vigilia di un evento di rinascita. Non la fine del mondo ma la fine di un mondo che ne apre un altro. Una potente vertigine  vivificante.  Alla radice dell’Uno, del  Vero, un luogo non luogo dell’essere, altrove, dove gli assoluti si armonizzano e si nasce e si muore mille volte in un infinito gioco di battere e levare.

Preziosi anche gli approfondimenti culturali con gli interventi scritti da catalogo, di Franco Baldini, psicanalista, Davide Liccione, psicologo e psicoterapeuta, Aldo Pioli, critico e iconosofo e il giornalista Andrea Aromatico, noto studioso di saperi esoterici. All’ingresso dello spazio espositivo , un video realizzato in altissima definizione che mette in comunicazione citazioni del Libro di Giovanni e dettagli segreti  del Cenacolo di Leonardo.  In esposizione anche  la preziosissima copia anastatica di Cosimo Panini della Bibbia di Borso d’Este, il codice miniato rinascimentale più studiato al mondo. Un vero capolavoro di ingegneria dell’inchiostro.

Apokalips resta visibile ad ingresso libero  fino al 27 giugno 2012.

Vernissage_Giacomo Maria Prati e Christina Magnanelli Weitensfelder

Tempus enim prope est

Particolare della promocard

ARTISTI IN MOSTRA

Dario Arcidiacono • Angelo Barile • Daniela Benedetti • Alberto Bertoldi • Alfonso Bonavita • Alessandro Bulgarini • Saturno Buttò • Gianluca Capozzi • Felipe Cardena • Maurizio Carriero • Daniela Cavallo • Tiziana Cera Rosco • David Dalla Venezia • Antonio De Luca • Paolo Dell’Aquila • Fulvio Di Piazza • Vittorio Emanuele • Ugo Levita • Anna Madia • Gian Ruggero Manzoni • Claudio Monnini • Nicola Nannini • Paola Nizzoli Desiderato • Claudio Onorato • Simone Pellegrini • Stefania Pennacchio • Lorenzo Perrone • Enrico Robusti • Marco Nereo Rotelli • Alessandro Russo • Doriano Scazzosi • Roberta Serenari • Dino Valls • Nicola Verlato • Conor Walton • Andrea Zucchi

2012, quindi, Apocalisse. Non tanto come catastrofe e dramma ma più profondamente quale manifestazione di verità, quale radice della comunicazione, origine della visione, glorificazione della figurazione. Apocalisse sociale ed ambientale, economica, esistenziale, solitaria. Rivelazione metaforica e corporale, simbolica, ironica, buffa. Quindi ritorno alla pittura narrativa ricca di idee, e alla performazione plastica, carica di simboli e significati. Come i Libri Bianchi di Lorenzo Perrone, la ceroplastica di Paola Nizzoli e le porte di Stefania Pennacchio. Un indagine artistica con 36 artisti e più di 40 opere inedite, la maggior parte delle quali recenti o recentissime, pensate ad hoc per Apokalips, di vario formato e differente tecnica e stile, ripartendo da una nuova traduzione dal greco del Libro di Giovanni, sintesi di tutte le Sacre Scritture e densissimo di immagini e immaginari. La mostra è arricchita, grazie alla collaborazione con Temple M. Franciosi e Aldo Ramazzotti, dalla preziosa copia anastatica di Cosimo Panini della Bibbia di Borso d’Este (1461,) salvata e venerata da Treccani, capolavoro assoluto che oggi sembra una irresistibile graphic novel nelle sue essenziali ma eloquenti miniature. All’ingresso dello spazio espositivo, un video realizzato da HAL9000 Haltadefinizione dedicato al Cenacolo di Leonardo, mette in evidenza dettagli del capolavoro in dialogo con citazioni del libro dell’Apocalisse di Giovanni. Il catalogo si arricchisce di approfondimenti culturali con gli interventi scritti di Franco Baldini, psicanalista, direttore scientifico della Scuola di Psicanalisi Freudiana, che si è anche occupato di ermeneutica dell’arte con lavori su Botticelli, Guercino, Poussin e altri; Davide Liccione, psicologo e psicoterapeuta, Direttore della Scuola Lombarda di Psicoterapia cognitiva neuropsicologica, Aldo Pioli, critico e iconosofo, e Andrea Aromatico, giornalista, scrittore e studioso di saperi esoterici. Dal testo del curatore: “L’apocalisse quale categoria del tempo e dell’essere non è l’elogio della dissoluzione ma il canto della ricostruzione e del riscatto. L’apocalitticità della percezione emerge quindi in un senso vibrante di attesa, nella visione di un processo vitale, di una dialettica vincente, che, se non riusciamo a cogliere nella sua intera potenza, la intuiamo però già in atto fra noi. Il verbo greco teleo ci conferma: l’apocalisse inizia con la nostra nascita e tende ad una conclusione, quindi alla perfezione, al raggiungimento di una meta ideale, significante. Teleo significa infatti: compiere, finire, pagare, terminare, e molti altri mondi. Come il latino facio, per cui l’opera perfetta è quella conclusa pienamente. Non a caso secondo il racconto delle Dionisiache di Nonno di Panopoli il misterico Dioniso si unisce alla ninfa Nicea, e ne ha una figlia: Telete, la cui raffigurazione compare negli affreschi della Villa dei Misteri di Pompei. Per questo non è una fine, non è la fine del mondo ma il fine del mondo che interessa. ”

Il MITO DEL VERO | APOKALIPS | Grattacielo Pirelli | via Fabio Filzi 22 | MILANO | 14 giugno – 27 luglio 2012 | da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00 | ingresso gratuito | info: apokalipsmilano@libero.it | 0721.1792507 | 335.6453998

 

 

Il palazzo Apocalittico. A Milano.

Maurizio Carriero L'Era Aurea, 2011-2012, olio su tela, cm 150x120 (part)

Grattacielo Pirelli.

Palazzo del Successo e dell’Ottimismo, Palazzo di Milano e della Lombardia, e, dopo un assurdo dramma, Palazzo apocalittico.

Un dramma così imprevedibile che è stato presto rimosso dai mass media e dal racconto sociale per la sua quasi incommensurabilità rispetto ad una società che ha trovato nella rimozione della morte e del mito del controllo una ragione fondamentale di sopravvivenza e di autoillusione. Mentre la tragedia delle Twin Towers è stata ritualizzata ed eticamente celebrata in un monito di stigmatizzazione e in un omaggio a caduti resisi martiri inconsapevoli, quasi in un esorcismo laico, le vite umane colpite al Grattacielo Pirelli meritano una maggiore attenzione. Forse un fatto rimasto enigmatico offusca perfino la condivisione del ricordo, risvegliando paure che qualcosa in noi desidera restino sopite. Forse è proprio l’analogia con le Twin Towers a spaventare, portando l’Imprevedibile e il Tragico assai vicino al nostro quotidiano. Per questo la mostra Apokalips non poteva non fare memoriale di questa dolorosa ferita, riconsegnando nuovamente al cuore, nel ri-cordare, il senso di verità e di valore, prezioso e unico, che possiede ogni sacrificio, di fronte al quale il silenzio non sia distrazione ma attento meditare.

GMP